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Ludovico Corrao – Baldo Carollo “Il sogno Mediterraneo”

Una sera di fine luglio del 2011 a Gibellina Ludovico Corrao ricordava l’amico Danilo Dolci. Le sue parole riecheggiavano nel cortile del Baglio Di Stefano, a pochi metri dalla Montagna di Sale di Mimmo Paladino. “Danilo è vivo tra noi perché vivo è il ricordo delle sue battaglie…” A conclusione di uno spettacolo dedicato al sociologo triestino, il senatore Corrao rievocava  la marcia per il Belice  promossa da  Dolci per lanciare un grido d’allarme contro l’abbandono e l’emarginazione di quei paesi, un anno prima del disastroso terremoto. Con voce ormai flebile ma con il consueto pathos, Ludovico Corrao offriva l’ennesimo saggio della sua leggendaria abilità oratoria, un intreccio di memoria storica e di poesia, di capacità d’analisi e di vita vissuta, di ricercatezza e di freschezza espressiva. Gli spettatori applaudivano entusiasti, come sempre, e inconsapevoli di avere assistito al suo  ultimo discorso pubblico. Una settimana dopo,  il fondatore della nuova Gibellina e delle Orestiadi sarebbe stato ucciso da un suo assistente bengalese. Nel suo libro-intervista  “Il sogno mediterraneo” ( ideato e curato da Baldo Carollo), Ludovico Corrao definiva Danilo Dolci “un  grande intellettuale, un apostolo della gente emarginata, un profeta che portò in Sicilia il verbo della non-violenza di Ghandi.” Dolci è uno dei protagonisti della cultura e della storia di Sicilia degli ultimi cinquant’anni, che il senatore ricorda con grande incisività nel suo libro. Una galleria di scrittori e artisti che  con Corrao hanno condiviso il grande sogno del Mediterraneo mare di pace, la grande utopia di Gibellina come epicentro di un nuovo, definitivo riscatto sociale della Sicilia. Intellettuali che a Ludovico erano legati da vincoli di autentica amicizia e di grande idealità. Tra gli altri, Pietro Consagra e Leonardo Sciascia, Mario Schifano ed Alberto Burri. Così, “Il sogno mediterraneo”, che  oggi costituisce  il testamento morale di un paladino della cultura siciliana, rappresenta anche un affresco di una lunga stagione della storia italiana. Corrao ha dedicato alla presentazione di questo volume il suo ultimo, intenso anno di vita. Per me, che lo seguivo da editore, è stato davvero un anno memorabile, un’autentica avventura dello spirito. Roma, Reggio Calabria, Marsala, Castelvetrano, Partinico, Terrasini , ovviamente Alcamo e Gibellina, e per ben due volte Palermo e Castellammare del Golfo sono state le tappe del nostro elettrizzante tour promozionale. E altre  ce ne sarebbero state: Trapani, Tunisi… Ogni presentazione diversa dalle altre. Ogni incontro per Corrao era da vivere con lo stesso entusiasmo, con la stessa attenzione per i particolari, con la stessa professionalità.  Ogni volta i migliori relatori, i più qualificati ed autorevoli: Nino Buttitta, Achille Bonito Oliva, Emanuele Macaluso, Marcello Sorgi, Lino Buscemi, Vito Riggio, il vescovo Domenico Mogavero, Franco Purini, Giovanni Ruffino, Francesco Fiordaliso e tanti altri…… Una trentina in tutto. Ed alla fine di ogni convegno, Ludovico Corrao incantava la platea con il suo carisma di intellettuale geniale e vulcanico che volava alto, di mecenate raffinato e innovatore che sapeva coniugare le nostre radici culturali con i  nuovi  linguaggi dell’arte, di politico che amava rompere gli stereotipi ed anticipare  i tempi. Corrao è e resterà la punta di diamante della mia casa editrice. La filosofia che ha ispirato il suo progetto per una koinè mediterranea, di cui è stato ambasciatore soprattutto nei Paesi del Maghreb, la sua utopia del dialogo interculturale, la sua grande sensibilità per tutti i sud del mondo, quel sogno mediterraneo, appunto, che ne ha caratterizzato il pensiero e l’azione, sarà sempre l’ideale intorno a cui ruoterà il mio impegno di cittadino e di editore.

                                                                            ERNESTO DI LORENZO

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